Covid-19 ClassAction

La Giustizia è bendata per non discriminare non per omertà!

Medea?

No, è Ursula il Giuda che ci crocifiggerà!

il padre Ernst Albrecht politico e Governatore della Sassonia RFT, poi Capo di gabinetto della Commissione Europea dal 1958 al 1970 ha aperto la carriera politica della preparatissima Ursula, anch’essa più volte ministro sotto Angela Merkel ed ora Presidente della Commissione Europea!

Che senza referendum alcuno

apre di sua sponte al progetto del Grande Reset – un iniziativa degli uomini più ricchi del Mondo un oligarchia che vuole imporre la Globalizzazione forzandola su 4 Emergenze:

  • 1) Sanitaria;
  • 2) Climatica;
  • 3) Ecologica;
  • 4) Economica.

Come se non fosse proprio quell’oligarchia di ricchi e potenti la causa di tutti e 4 i supposti, citati, pretesti!

non fidarti

Questo adagio popolare nella sua versione greve, lo devo rimembrare ai molti smemorati che quando valutano il “sistema” – e – le case farmaceutiche dimenticano la cronaca e la storia della medicina degli ultimi 100 anni!

Eccoli lì tutti pronti a ricordarti solo gli aspetti positivi di farmaci e vaccini (merito per altro non loro ma di veri scienziati) – ed ognuno ama definire i no-vax terrapiattisti ed ignoranti!

Un Eretico è invece un innovatore che guarda alla scienza con maggiore rispetto di quanti della Medicina hanno fatto mercimonio e danno della salute dell’umanità!

Case farmaceudiche e “Sistema” corrotte dal Dio Denaro che per sconfessarle basta un solo dato: l’80% degli antibiotici prodotti è somministrato agli animali per ottenere una maggiore produttività!

Questo ha arrecato un danno immenso agli esseri umani che non rispondono più alle cure antibiotiche come un tempo!

Quale organismo Nazionale o Internazionale è intervenutosu questo tema o sui pesticidi che oltre a provocare il cancro, stanno decimando gli alveari del Mondo ?

Sapevano meglio di Noi e hanno taciuto perchè in ogni consesso vi è una commissione non di esperti ma di Percepenti Bustarelle!

Chiamarli Politici è un offesa alla Politica – questo vale per i divulgatori scientifici per i giornalisti corrotti!

Sono sempre loro ad aver consentito l’inquinamento della Terra e deglòi Oceani e io di questa gente e di questi vaccini non mi fido!

Ebbene ricordare a tutti cosa accadde solo 10 anni fa:

Influenza A: l’Europa indaga sulla “truffa pandemia”

Rischia di esplodere uno scandalo sulle principali case farmaceutiche che hanno venduto, sembra alle loro condizioni, scorte di vaccino per miliardi di euro grazie agli allarmi lanciati dall’Oms, e ai risultati esagerati sulla diffusione dell’influenza A/H1N1 pervenuti dalla Commissione di Bruxelles.

07 GIU – Secondo un’inchiesta condotta congiuntamente dal British Medical Journal (BMJ) e dall’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra (BIJ), è risultato che gli esperti che hanno partecipato alla stesura delle linee guida dell’Oms per le pandemie, erano sul libro paga di due case farmaceutiche: la Roche e la GlaxoSmithKline.

Ad un anno dall’annuncio della pandemia, buona parte dei governi occidentali si ritrova con la maggior parte delle scorte di vaccini, ordinate ad altissimo prezzo, inutilizzate.

La banca JP Morgan ha valutato il giro d’affari tra i 5,8 e gli 8,3 miliardi di euro.

Nel rapporto del Consiglio d’Europa emerge un analisi critica sulla gestione della pandemia, principalmente in relazione alla scarsa trasparenza su alcune decisioni prese dalle autorità nazionali, europee e internazionali.

Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il ‘Gruppo di lavoro europeo sull’influenza’ (Eswi).

“Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche”, scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter.

I due giornalisti hanno anche sottolineato come si sia mantenuto il segreto, da parte dell’Oms, sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: “Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo”, ha commentato nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.

quotidianosanita.it

Come fidarsi di politici che mai hanno tenuto alla nostra salute – come fidarsi delle case farmaceutiche?

Meditate!!!

Pandemonio

Il Pandemonio Pandemico per me è una mistificazione ed esasperazione di dati statistici peraltro attesi per istaurare una Regime Globalista in forza del terrore sanitario!

Questo lo pensano poi il democratico Robert Francis Kennedy Jr. come il repubblicano Donald Trump! Oltre a diversi ed autorevoli scienziati!

Resta che tutti i governi hanno vissuto una fase negazionista ritardando per 40 giorni i provvedimenti studiati a livello Nato, OMS e UE da almeno 20 anni!

Piani pandemici idonei a fronteggiare eventuali minacce biologiche di livello 4 sconosciute!

Ora oltre agli F35 lo Stato italiano ha investito 1,1 miliardi per la terza portaerei per ospitarli in violazione della costituzione!

Per farlo l’ha dovuta classificare in un modo diverso!

Varata nel 2019 è oggi L’emblema della nostra contraddizione perché alla vigilia del Covid-19 non avevamo 1 Mascherina però avevamo F35 e Portaerei! Ridicoli!

Ora non serve essere un esperto militare per comprendere che l’Italia e l’Occidente se mai venissero attaccati da forze nemiche o terroristiche queste sceglierebbero un punto debole e certo aggirerebbero ogni difesa attaccandoci biologicamente! Esiste poi il terrorismo finanziario e speculativo che profitta comunque dalla distruzione delle economie!

Neppure il nostro esercito e i medici erano forniti di dispositivi individuali di protezione!

20 anni di conferenze Nato Truffa!

Questi cialtroni investono in una portaerei quando l’Italia deve orientare le sue Forze Armate alla Difesa!

Il nostro territorio é già conformato fisicamente è dotata di aeroporti per coprire lo spazio aereo dell’intero mediterraneo!

Questo è alto tradimento del Capo delle Forze Armate!

Siamo indifesi e spendiamo contro il dettato costituzionale!

Cure domiciliari

Finalmente è uscito dopo oltre 10 mesi una circolare del Ministero della Salute con i protocolli per la cura domiciliare della Sars-cov2 o Covid-19!

La sua pubblicazione è un atto dovuto se non leggette bene il relativo PDF il testo saliente è il seguente ma ATTENZIONE consultate il vostro medico o una guardia medica – non curatevi da soli!

Ministero della Salute
DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA
DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA


OGGETTO: Circolare recante

“Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2”.
Si trasmette, in allegato, la circolare recante “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2”, al fine di fornire indicazioni operative tenuto conto dell’attuale evoluzione della situazione epidemiologica sul territorio nazionale.

Premessa

L’infezione da SARS-CoV-2 è una condizione estremamente complessa per i meccanismi fisiopatogenetici connessi, per la molteplicità delle manifestazioni cliniche e per il ruolo giocato dalla risposta immunitaria dei soggetti.
Va, inoltre, ricordato che SARS-CoV-2 ha rappresentato, a tutti gli effetti, un patogeno sconosciuto alla comunità scientifica internazionale fino alla fine del mese di dicembre 2019 e la gestione clinica dei pazienti affetti da sintomi attribuibili al nuovo coronavirus (malati con COVID-19) è progressivamente evoluta nel tempo, riflettendo il progressivo accumularsi di informazioni relative al determinismo patogenetico della condizione morbosa, ai sintomi presentati dai pazienti e alle conoscenze che si sono andate via via accumulando nell’ambito dell’efficacia e delle tossicità correlate alle differenti terapie.

In particolare, il trattamento si è articolato su approcci differenziati che sono andati a coinvolgere:
• farmaci a potenziale attività antivirale contro SARS-CoV-2;
• farmaci ad attività profilattica / terapeutica contro le manifestazioni trombotiche;
• farmaci in grado di modulare la risposta immunitaria;
• infusioni di plasma mirate a un trasferimento di anticorpi neutralizzanti il legame tra il nuovo coronavirus e il suo recettore espresso sulle cellule umane (ACE2).
Va anche opportunamente sottolineato che, ancora oggi, esistono larghi margini d’incertezza rispetto all’efficacia di alcuni degli approcci terapeutici sopramenzionati e l’uso delle differenti terapie piuttosto che l’assenza d’impiego delle stesse dipendono dalla severità delle manifestazioni cliniche presentate dai malati.

Non casualmente, vi è forte raccomandazione che soprattutto i malati che presentano la sintomatologia più grave (pazienti ospedalizzati) vengano inclusi in clinical trials la cui conduzione è mirata a definire in maniera conclusiva il ruolo delle diverse opzioni di trattamento.

Formulate queste doverose premesse, il decorso clinico dell’infezione può essere riassumibile in tre fasi:
una fase iniziale durante la quale SARS-CoV-2, dopo essersi legato ad ACE2 ed essere penetrato all’interno delle cellule dell’ospite, inizia la replicazione. Questa fase di solito si caratterizza clinicamente per la presenza di malessere generale, febbre e tosse secca.

I casi in cui il sistema immunitario dell’ospite riesce a bloccare l’infezione in questo stadio (la maggior parte) hanno un decorso assolutamente benigno;

• la malattia può poi evolvere verso una seconda fase, caratterizzata da alterazioni morfofunzionali a livello polmonare causate sia dagli effetti citopatici del virus sia dalla risposta immunitaria dell’ospite.

Tale fase si caratterizza per un quadro di polmonite interstiziale,
molto spesso bilaterale, associata ad una sintomatologia respiratoria che nella fase precoce è generalmente limitata, ma che può, successivamente, sfociare verso una progressiva instabilità clinica con insufficienza respiratoria.

Il fenomeno della cosiddetta “ipossiemia silente”, caratterizzato da bassi valori di ossigenazione ematica in assenza di sensazione di dispnea soggettiva, è caratteristico di questa fase di malattia;
• questo scenario, in un numero limitato di persone, può evolvere verso un quadro clinico ingravescente dominato dalla tempesta citochinica e dal conseguente stato iperinfiammatorio, che determina conseguenze locali e sistemiche e rappresenta un fattore prognostico negativo producendo, a livello polmonare, quadri di vasculopatia arteriosa e venosa con trombizzazione dei piccoli vasi ed evoluzione verso lesioni polmonari gravi e, talvolta, permanenti (fibrosi polmonare).

Le fasi finali di questo gravissimo quadro clinico portano ad una ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome) grave e in alcuni casi all’innesco di fenomeni di coagulazione intravascolare disseminata. In questa fase, si è osservata un’alterazione progressiva di alcuni parametri infiammatori quali PCR, ferritina, e citochine pro-infiammatorie (IL2, IL6, IL7,
IL10, GSCF, IP10, MCP1, MIP1A e TNFα) e coagulativi quali aumentati livelli dei prodotti di degradazione della fibrina come il D-dimero, consumo di fattori della coagulazione, trombocitopenia.
Sulla base di queste tre fasi patogenetiche, i National Institutes of Health (NIH) statunitensi hanno formulato una classificazione, fondata anche su criteri radiologici con i limiti e le difficoltà legate alla realizzazione di queste indagini in una situazione pandemica, in cui si individuano 5 stadi clinici della malattia COVID-19, riassunti nella Tabella 1.

Tabella 1:

stadi clinici della malattia COVID-19 in base alla classificazione NIH.
Le conoscenze maturate a oggi sull’infezione da SARS-CoV-2 e sul suo decorso evolutivo hanno permesso di porre le basi per una stratificazione dei pazienti in base al rischio di ospedalizzazione.

I dati di letteratura attualmente disponibili

hanno evidenziato un’associazione significativa tra l’incidenza di forme clinicamente severe d’infezione da SARS-Cov2 e l’età avanzata (soprattutto oltre i 70 anni d’età), il numero e la tipologia di patologie associate, il sesso maschile e la latenza tra l’inizio dei sintomi e la prima valutazione medica.
I pazienti affetti da patologie quali ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, diabete mellito, insufficienza renale e malattia coronarica sono più a rischio di sviluppare manifestazioni severe dell’infezione da SARS-CoV-2.

Questi pazienti, così come quelli affetti da patologie respiratorie croniche e da insufficienza renale cronica preesistente, hanno, inoltre, una prognosi più sfavorevole.


La Cleveland Clinic ha condotto uno studio con lo scopo di sviluppare un modello statistico che possa stimare il rischio di ospedalizzazione di un paziente affetto da SARS-CoV-2.

Lo studio ha portato alla realizzazione di un algoritmo di calcolo (https://riskcalc.org/COVID19Hospitalization/) che, sulla base di dati anagrafici, clinici e anamnestici, permette di quantificare questo rischio.

Pur con i limiti intrinsecamente legati agli schematismi tipici degli algoritmi e sottolineando la necessità d’integrare le informazioni presenti nell’algoritmo con le connotazioni cliniche e socioassistenziali peculiari del paziente e non presenti nell’algoritmo, lo strumento può fornire utili indicazioni sul potenziale profilo di rischio del soggetto che ha sviluppato infezione da SARS-CoV-2.


Scenari di gestione domiciliare

Anche in occasione di questa seconda ondata pandemica, esiste la necessità di razionalizzare le risorse al fine di poter garantire la giusta assistenza a ogni singolo cittadino in maniera commisurata alla gravità del quadro clinico.
Una corretta gestione del caso fin dalla diagnosi consente di attuare un flusso che abbia il duplice scopo di mettere in sicurezza il paziente e di non affollare in maniera non giustificata gli ospedali e soprattutto le strutture di pronto soccorso.
I Medici di Medicina Generale (MMG) e i Pediatri di Libera Scelta (PLS), grazie alla presenza capillare nel territorio e alla conoscenza diretta della propria popolazione di assistiti, sia in termini sanitari che in termini sociali, devono giocare, in stretta collaborazione con il personale delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) e con eventuali unità di assistenza presenti sul territorio,
un ruolo cruciale nell’ambito della gestione assistenziale dei malati COVID-19 rispetto ai seguenti aspetti:
• identificazione dei soggetti a rischio di contagio da SARS-CoV-2;
• segnalazione ai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali (ASL) / aziende territoriali sanitarie (ATS), dei casi sospetti nei quali è richiesta l’esecuzione di test diagnostico.

La circolare del 3 novembre 2020 “Indirizzi operativi per l’effettuazione dei test antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS)” dispone l’esecuzione di test diagnostici da parte del MMG o PLS per i propri assistiti.
I MMG e PLS, utilizzando le funzionalità del Sistema Tessera Sanitaria, anche attraverso sistemi di interoperabilità, predispongono il referto elettronico relativo al tampone eseguito per ciascun assistito, con l’indicazione dei relativi esiti nonché, nel caso di esito positivo e in
via opzionale, dei dati di contatto dell’assistito;
• identificazione delle condizioni abitative e familiari che possono rendere non applicabile l’isolamento domiciliare;
• monitoraggio e gestione domiciliare dei pazienti che non richiedono ospedalizzazione;
• istruzione dei pazienti sull’utilizzo di presidi di monitoraggio a domicilio;
• prescrizione di norme di comportamento e terapie di supporto;
• istituzione di un’alleanza terapeutica con il paziente e con il caregiver;
• identificazione precoce di parametri e/o condizioni cliniche a rischio di evoluzione della malattia con conseguente necessità di ospedalizzazione;
• realizzazione di test diagnostici rapidi per screening di contatto stretto di caso o per riammissione in comunità di contatto stretto di caso e asintomatico secondo le indicazioni della circolare n. 35324 del 30 ottobre 2020 “Test di laboratorio per SARS-CoV-2 e loro uso in sanità pubblica”;
• identificazione degli assistiti >70 anni e portatori di 3 o più patologie a rischio;
• identificazione degli assistiti portatori di patologia a rischio (ad esempio neoplasia, obesità morbigena, condizioni psichiatriche gravi).

Si ribadisce che, nella gestione di tutte le problematiche soprariportate per ridurre la pressione sulle strutture di pronto soccorso e poter mantenere negli ospedali tutte le attività ordinarie, è opportuno che il personale delle USCA operi in stretta collaborazione fornendo supporto ai MMG e PLS.

Rispetto alle attività sopramenzionate e al ruolo giocato dalle USCA, è opportuno richiamare il Decreto Legge del 9 Marzo 2020 numero 14/20, e più specificatamente l’articolo 8, comma 1, prevede che:

“Al fine di consentire al Medico di medicina generale o al Pediatra di libera scelta o al Medico di continuità assistenziale di garantire l’attività assistenziale e ordinaria, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano istituiscono, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto presso una sede di continuità assistenziale già esistente, un’unità speciale ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero”.

Per i pazienti con malattia lieve, è indicata la sorveglianza domiciliare da parte del MMG, coadiuvato da un membro della famiglia. Una valutazione del contesto sociale (condizioni domiciliari generali,
presenza di caregiver) deve, pertanto, essere parte essenziale dell’iniziale valutazione.

I pazienti e i membri della famiglia dovranno essere educati in merito all’igiene personale, alle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, e a come correttamente approcciare una persona con infezione da SARS-CoV2 in modo da evitare la diffusione dell’infezione ai contatti.

Il MMG o PLS deve anche rilevare la presenza di eventuali fattori che possano rendere il paziente più a rischio di deterioramento e, in particolare, è fondamentale considerare e documentare la presenza di comorbosità.
I pazienti a basso rischio sono definiti dall’assenza di fattori di rischio aumentato (ad esempio patologie neoplastiche o immunodepressione)

e sulla base delle seguenti caratteristiche:
• sintomatologia simil-influenzale (ad esempio rinite, tosse senza difficoltà respiratoria, mialgie, cefalea);
• assenza di dispnea e tachipnea (documentando ogni qualvolta possibile la presenza di una SpO2 > 92%);
• febbre £38 °C o >38°C da meno di 72 ore;
• sintomi gastro-enterici (in assenza di disidratazione e/o plurime scariche diarroiche);
• astenia, ageusia / disgeusia / anosmia.

Per rendere omogenea e confrontabile la valutazione iniziale del paziente è, quindi, importante utilizzare uno score che tenga conto della valutazione di diversi parametri vitali.

Uno degli score utilizzabili, anche al fine di adottare un comune linguaggio a livello nazionale è il Modified Early Warning Score (MEWS, Tabella 2), il quale ha il pregio di quantificare la gravità del quadro clinico osservato e la sua evoluzione, pur dovendosi tenere in conto eventuali limiti legati, per esempio, alla valutazione dello stato di coscienza in soggetti con preesistente deterioramento neurologico.

Il MEWS, in associazione al dato pulsossimetrico a riposo o sotto sforzo, può essere utilizzato oltre che nella valutazione iniziale anche durante il periodo di follow-up.

Tabella 2: Modified Early Warning Score


L’instabilità clinica è correlata all’alterazione dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea, livello di coscienza, saturazione di ossigeno)
e permette di identificare il rischio di un rapido peggioramento clinico o di morte.

Attraverso la scala MEWS, i pazienti vengono stratificati nei seguenti gruppi di rischio:
• rischio basso / stabile (score 0-2);
• rischio medio / instabile (score 3-4);
• rischio alto / critico (score 5).
La valutazione dei parametri al momento della diagnosi di infezione e il monitoraggio quotidiano, anche attraverso approccio telefonico, soprattutto nei pazienti sintomatici lievi è fondamentale poiché circa il 10-15% dei casi lievi progredisce verso forme severe.

Monitoraggio della saturazione dell’ossigeno a domicilio attraverso il pulsossimetro.

L’utilizzo clinico del pulsossimetro è validato da decenni di uso diffuso nelle strutture ospedaliere.
In pazienti sani adulti, non fumatori, è considerata normale una saturazione superiore a 95%.

Con l’aumentare dell’età, in particolare dopo i 70 anni, la capacità di saturazione ossiemoglobinica si può ridurre e presentare valori al di sotto di 94%, in particolare se concomitano patologie polmonari e/o cardiovascolari.

I pazienti affetti da COVID-19 a maggior rischio di mortalità sono quelli che si presentano con livelli più bassi di ossigenazione ematica.

La pulsossimetria domiciliare, eventualmente complementata da una valutazione sotto sforzo in casi selezionati (ad esempio con il “test della sedia” o con il “test del cammino”, vedi sotto), fornisce un’informazione medica di cruciale importanza per identificare la cosiddetta “ipossiemia silente”, cioè la condizione clinica caratterizzata da bassi livelli ematici di ossigeno in assenza di significativa sensazione soggettiva di dispnea e di
rilevazione di segni di iniziale impegno respiratorio (tachipnea, alitamento delle pinne nasali, utilizzo di muscoli accessori per la respirazione, rientramenti al giugolo, rientramenti intercostali e sottocostali) tipica di COVID-19 e il conseguente rapido peggioramento clinico del paziente.

Per converso, valori normali della pulsossimetria forniscono un’informazione affidabile e quantitativa in grado di rendere più sicura la gestione domiciliare.

L’utilizzo diffuso del pulsossimetro potrebbe ridurre gli accessi potenzialmente inappropriati ai servizi di pronto soccorso degli ospedali,
identificando nel contempo prontamente i pazienti che necessitano di una rapida presa in carico da parte dei servizi sanitari.

Rimandando a documenti specifici presenti nella bibliografia riportata al termine di questo documento, si sottolinea la relativamente facile realizzabilità del “test del cammino” (che si effettua facendo camminare l’assistito per un massimo di 6 minuti lungo un percorso senza interruzione di continuità di 30 metri monitorando la saturazione dell’ossigeno)

o del “test della sedia” (che consiste nell’utilizzo di una sedia senza braccioli, alta circa 45 cm, appoggiata alla parete:
il paziente, senza l’aiuto delle mani e delle braccia, con le gambe aperte all’altezza dei fianchi, deve eseguire in un minuto il maggior numero di ripetizioni alzandosi e sedendosi con gambe piegate a 90 gradi, monitorando la saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca mediante un pulsossimetro) per documentare la presenza di desaturazione sotto sforzo.

Sulla base dell’analisi della letteratura scientifica disponibile ad oggi e sulla base delle caratteristiche tecniche dei saturimetri disponibili in commercio per uso extra-ospedaliero, si ritiene di considerare come valore soglia di sicurezza per un paziente COVID-19 domiciliato il 92% di saturazione dell’ossigeno (SpO2) in aria ambiente.

Infatti, valori di saturazione superiori a questo limite hanno una assai bassa probabilità di associarsi a un quadro di polmonite interstiziale grave.

Inoltre, il margine medio di accuratezza dei saturimetri commerciali è stimabile nell’ordine di ± 4%.

L’insieme di queste considerazioni giustifica la raccomandazione dell’adozione della soglia del 92%, invece del valore del 94% riportato nella classificazione NIH. Nel contesto di valutazione del paziente, si valorizzeranno anche i parametri relativi ad alterazioni marcate della frequenza respiratoria e cardiaca (vedi MEWS riportato sopra).

Le caratteristiche minime richieste per un pulsossimetro da utilizzare in modo affidabile in ambiente extra-ospedaliero sono le seguenti:
• tipologia di dispositivo portatile, con peso e dimensioni contenute;
• adeguato grado di protezione da urti ed infiltrazione di fluidi (classe IPX);
• rilevazione e monitoraggio di frequenza cardiaca saturazione (SpO2);
• idoneo per uso adulto e pediatrico;
• display integrato per la visualizzazione dei parametri rilevati, chiaramente distinguibili;
• funzionamento a batteria (preferibilmente ricaricabile) con elevata autonomia;
• auspicabili algoritmi specifici per una accurata rilevazione del segnale anche in condizioni
difficili (ad esempio interferenze elettriche, movimento, luce, bassa perfusione);
• funzionamento senza materiale di consumo (sensori) dedicato;
• facilmente sanificabile e resistente agli urti;
• preferibile la predisposizione per interfacciamento con dispositivi esterni per trasferimento dati acquisiti tramite protocollo bluetooth o equivalente (utilizzo in protocolli di teleassistenza sulla base dei modelli organizzativi regionali e aziendali);
• marcatura CE come Dispositivo Medico ai sensi della normativa vigente, con classe di rischio non inferiore a IIA.

Il monitoraggio delle condizioni cliniche e della saturazione dell’ossigeno andrà proseguito nel soggetto infettato da SARS-CoV-2 per tutta la durata dell’isolamento domiciliare, in rapporto alle condizioni cliniche e all’organizzazione territoriale.

Il paziente dovrà essere istruito sulla necessità di comunicare una variazione dei parametri rispetto al baseline e, in particolare, dovrà comunicare valori di saturazione di ossigeno inferiori al 92%.

Qualora venga esclusa la necessità di ospedalizzazione, potrà essere attivata, con tutte le valutazioni prudenziali di fattibilità del caso, la fornitura di ossigenoterapia domiciliare.

Nel caso di aggravamento delle condizioni cliniche, durante la fase di monitoraggio domiciliare, andrà eseguita una rapida e puntuale rivalutazione generale per verificare la necessità di una ospedalizzazione o valutazione specialistica, onde evitare il rischio di ospedalizzazioni tardive.

È largamente raccomandabile che, in presenza di adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale (mascherine, tute con cappuccio, guanti, calzari, visiera), i MMG e i PLS, anche integrati nelle USCA, possano garantire una diretta valutazione dell’assistito attraverso l’esecuzione di visite domiciliari.

Una rappresentazione schematica del monitoraggio del soggetto infettato da SARS-CoV-2 e della dinamica possibilità di transizione da paziente a basso rischio a paziente con un quadro in evoluzione peggiorativa tale da richiedere o una modifica della terapia o un riferimento a strutture di pronto
soccorso è delineato nello schema sotto-riportato.

Principi di gestione della terapia farmacologica

Le presenti raccomandazioni si riferiscono alla gestione farmacologica in ambito domiciliare dei casi lievi di COVID-19 e si applicano sia ai casi confermati, sia a quelli probabili, secondo la definizione WHO sotto riportata (7/08/2020):
caso confermato: un caso con una conferma di laboratorio per infezione da SARS-CoV-2, indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici;
caso probabile: un caso che presenta criteri clinici compatibili con COVID-19 e abbia avuto un contatto probabile o confermato con un caso certo; un caso sospetto con imaging del torace suggestivo per COVID-19 (da realizzarsi al meglio in hotspot territoriali dedicati o già esistenti o da crearsi allo scopo ove inviare i pazienti per accertamenti radiologici ed esami di primo livello per evitare per quanto possibile il ricorso a strutture sanitarie di pronto soccorso);

un caso con recente insorgenza di anosmia o ageusia non altrimenti spiegabile.
Per caso lieve si intende: presenza di sintomi come febbre (>37.5°C), malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza.

Occorre sottolineare che i soggetti anziani e quelli immunodepressi possono presentare sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione
e cautela.

Inoltre, come già ribadito, i soggetti ad alto rischio di progressione, necessitano di una valutazione specifica sulla base dei rispettivi fattori di rischio individuali.
In linea generale, per soggetti con queste caratteristiche cliniche non è indicata alcuna terapia al di fuori di una eventuale terapia sintomatica di supporto.

In particolare, nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, sulla base delle informazioni e dei dati attualmente disponibili, si forniscono le seguenti indicazioni di gestione clinica:
• vigile attesa;
• misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno tramite pulsossimetria;
• trattamenti sintomatici (ad esempio paracetamolo);
• appropriate idratazione e nutrizione;
• non modificare terapie croniche in atto per altre patologie (es. terapie antiipertensive, ipolipemizzanti, anticoagulanti o antiaggreganti), in quanto si rischierebbe di provocare aggravamenti di condizioni preesistenti;
• i soggetti in trattamento immunosoppressivo cronico in ragione di un precedente trapianto di organo solido piuttosto che per malattie a patogenesi immunomediata, potranno proseguire il trattamento farmacologico in corso a meno di diversa indicazione da parte dello specialista curante;
• non utilizzare routinariamente corticosteroidi;
• l’uso dei corticosteroidi è raccomandato nei soggetti con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno.

L’impiego di tali farmaci a domicilio può essere considerato solo in quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore, in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l’ossigenoterapia;
non utilizzare eparina.

L’uso di tale farmaco è indicato solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto;
non utilizzare antibiotici.

Il loro eventuale uso è da riservare solo in presenza di sintomatologia febbrile persistente per oltre 72 ore o ogni qualvolta in cui il quadro clinico
ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica, o, infine, quando l’infezione batterica è dimostrata da un esame microbiologico;
non utilizzare idrossiclorochina la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici controllati fino ad ora condotti;
non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri conviventi per il rischio di diffusione del virus nell’ambiente.

Non esistono, ad oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi,
raccomandato.
Per una più completa valutazione delle diverse categorie di farmaci da utilizzare nelle diverse fasi della malattia in relazione alle prove di efficacia disponibili, si fornisce di seguito una panoramica generale delle linee di indirizzo AIFA sulle principali categorie di farmaci.

Le raccomandazioni fornite riflettono la letteratura e le indicazioni esistenti. Si basano anche sulle Schede Informative AIFA che sono aggiornate in relazione alla rapida evoluzione delle evidenze scientifiche (https://www.aifa.gov.it/aggiornamento-sui-farmaci-utilizzabili-per-il-trattamento-della-malattiacovid19).

RACCOMANDAZIONI E DECISIONI AIFA SUI FARMACI COVID-19
FARMACI SINTOMATICI
Terapia sintomatica Paracetamolo o FANS possono essere utilizzati in caso di febbre o dolori articolari o muscolari (a meno che non esista chiara controindicazione all’uso).

Altri farmaci sintomatici potranno essere utilizzati su giudizio clinico.
FARMACI CHE POSSONO ESSERE UTILIZZATI SOLO IN SPECIFICHE FASI DELLA MALATTIA
Corticosteroidi
Scheda Informativa AIFA: https://www.aifa.gov.it/
L’uso dei corticosteroidi è raccomandato nei soggetti ospedalizzati con
malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno.

Tale raccomandazione si basa sul fatto che attualmente esistono evidenze di un benefico clinico di tali farmaci solo in questo setting di pazienti/fase di malattia.

Si sottolinea, inoltre, che nella fase iniziale della malattia (nella quale prevalgono i fenomeni connessi alla replicazione virale) l’utilizzo del cortisone potrebbe avere un impatto negativo sulla risposta immunitaria sviluppata.

L’uso dei corticosteroidi a domicilio può essere considerato in quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore, se in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l’ossigenoterapia.

Lo studio che ha dimostrato la riduzione di mortalità con basse dosi di corticosteroidi ha utilizzato il desametasone al dosaggio di 6 mg per un
massimo di 10 giorni.

Eventuali altri corticosteroidi dovrebbero essere utilizzati a dosaggi equivalenti quali: metilprednisolone 32 mg, prednisone: 40 mg, e idrocortisone: 160 mg.

È importante, infine, ricordare che in molti soggetti con malattie croniche l’utilizzo del cortisone può determinare importanti eventi avversi che rischiano di complicare il decorso della malattia virale.

Valga come esempio a tutti noto, quello dei soggetti diabetici in cui sia la
presenza di un’infezione, sia l’uso del cortisone possono gravemente destabilizzare il controllo glicemico.


Eparine Scheda Informativa AIFA: https://www.aifa.gov.it


L’uso delle eparine nella profilassi degli eventi trombo-embolici nel paziente medico con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità è raccomandato dalle principali linee guida e deve continuare per l’intero periodo dell’immobilità.

L’utilizzo routinario delle eparine non è raccomandato nei soggetti non
ospedalizzati e non allettati a causa dell’episodio infettivo, in quanto non
esistono evidenze di un benefico clinico in questo setting di pazienti /
fase di malattia.

Nel caso di soggetto allettato possono essere usati i dosaggi profilattici dei vari composti eparinici.

È importante ricordare che l’infezione da SARS-CoV-2 non rappresenta una controindicazione a continuare la terapia anticoagulante orale (con
AVK o NAO) o la terapia antiaggregante anche doppia già in corso.

FARMACI NON RACCOMANDATI PER IL TRATTAMENTO DEL COVID-19
Antibiotici
Scheda AIFA Informativa (relativa ad azitromicina): https://www.aifa.gov.it

L’utilizzo routinario di antibiotici non è raccomandato nelle prime 72 ore. Come regola generale, si ricorda che l’utilizzo routinario di antibiotici non è mai raccomandato per trattare le infezioni virali.

In corso di un’infezione virale, l’uso degli antibiotici può essere considerato solo quando la persistenza della sintomatologia è superiore alle 48-72 ore e il quadro clinico fa sospettare la presenza di una sovrapposizione batterica o quando l’infezione batterica è dimostrata da un esame colturale.

La mancanza di un solido razionale e l’assenza di prove di efficacia nel trattamento di pazienti con la sola infezione virale da SARS-CoV-2 non
consentono di raccomandare l’utilizzo degli antibiotici, da soli o
associati ad altri farmaci con particolare riferimento all’idrossiclorochina.

Un ingiustificato utilizzo degli antibiotici può inoltre determinare l’insorgenza e il propagarsi di resistenze batteriche che potrebbero
compromettere la risposta a terapie antibiotiche future.

Idrossiclorochina


Scheda Informativa AIFA: https://www.aifa.gov.it
L’utilizzo di clorochina o idrossiclorochina non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.
Numerosi studi clinici randomizzati ad oggi pubblicati concludono per
un’inefficacia del farmaco a fronte di un aumento degli eventi avversi
legati all’uso del farmaco, seppur non gravi.

Ciò rende negativo il rapporto fra i benefici e i rischi dell’uso di questo farmaco.
Lopinavir / ritonavir Darunavir / ritonavir o cobicistat
Scheda Informativa AIFA: https://www.aifa.gov.it
L’utilizzo di lopinavir / ritonavir o darunavir / ritonavir o cobicistat
non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.
Gli studi clinici randomizzati ad oggi pubblicati concludono tutti per
un’inefficacia di questi approcci farmacologici.
Le raccomandazioni fornite riflettono la letteratura e le indicazioni esistenti e verranno aggiornate in relazione alla rapida evoluzione delle evidenze scientifiche. Per un maggiore dettaglio sulle singole schede è possibile consultare il sito istituzionale dell’AIFA al seguente link: https://www.aifa.gov.it/aggiornamento-sui-farmaci-utilizzabili-per-iltrattamento- della-malattia-covid19.

Dalle linee di indirizzo fornite è esclusa l’ossigenoterapia che rappresenta un presidio terapeutico essenziale in presenza di insufficienza respiratoria e per il cui corretto utilizzo si rimanda alle raccomandazioni specifiche.

In aggiunta a tali raccomandazioni occorre precisare che i soggetti in trattamento cronico (ad esempio con antipertensivi, ACE-inibitori o statine) è raccomandato che proseguano il loro trattamento fino a differenti disposizioni del proprio medico.

I soggetti in trattamento immunosoppressivo cronico in ragione di un precedente trapianto di organo solido piuttosto che per malattie a patogenesi immunomediata, potranno proseguire il trattamento farmacologico in corso a meno di diversa indicazione da parte dello specialista curante.

Fine testo circolare del Ministero della Salute con i protocolli per la cura domiciliare della Sars-cov2 o Covid-19!

gran reset Invest

Traduzione di un articolo in lingua inglese di Jimmy C. Chang, CFA

IL GRANDE RESET

1 dicembre 2020 Jimmy C. Chang, CFA

Elezioni non ancora risolte; vaccini che aumentano la speranza

Era un novembre da ricordare.

L’esito elettorale diviso-governativo ampiamente accettato – il ritorno alla normalità con controlli ed equilibri narrativi – e gli efficaci molto migliori del previsto nei vaccini COVID-19 di Pfizer e Moderna hanno sollevato la propensione al rischio in tutto il mondo.

Gli investitori al dettaglio sono stati particolarmente entusiasti, come dimostra l’impennata dell’indice del sentiment rialzista dell’American Association of Individual Investors.

Il ritmo record dell’afflusso in azioni ha fatto salire l’indice S&P 500 dell’11% per il mese, ma è ancora in aumento rispetto all’apprezzamento del 17% di MSCI Europe.

L’ottimismo per una ripresa economica sostenuta ha portato a una sovraperformance da parte delle Small Cap statunitensi e dei titoli di valore: l’indice Russell 2000® è aumentato del 18% e l’indice Russell 3000 Value® ha superato la sua controparte di crescita di oltre 300 pb.

Il sentiment risk-on ha stimolato il complesso delle materie prime, dai metalli di base al greggio.

Quest’ultimo è salito del 26% nonostante l’aumento delle scorte.

Gli investitori stavano apparentemente guardando oltre i problemi a breve termine con l’aumento dei casi di COVID-19 e i relativi pedaggi economici.

La narrazione di reflazione ha fatto scendere l’indice del dollaro usa e i prezzi dell’oro; il primo è diminuito del 2,2% e il secondo è stato intasato con una perdita del 5%.

Alcuni esperti hanno affermato che l’oro è stato soppiantato dal bitcoin, che ha aumentato di ben il 42%.

Se il bitcoin fosse stato davvero un sostituto del metallo giallo lucido, avrebbe dovuto declinare durante i periodi di crescente ottimismo economico.

Invece, è diventato un bene paragonabile all’immaginario gatto di Schrödinger, che può essere vivo e morto contemporaneamente finché la scatola che lo contiene non viene aperto.

Finora quest’anno, il bitcoin si è in gran parte trasferito in tandem con le azioni, ma molti dei suoi sostenitori sostengono anche che possiede le caratteristiche difensive dell’oro.

La realtà è che il bitcoin è una creazione digitale amorfa che, secondo Warren Buffett, “non si può fare nulla con esso se non venderlo a qualcun altro”.

Tuttavia, ciò non le impedisce di salire a causa della sua limitata offerta di fronte all’aumento dell’interesse degli investitori.

C’era un vistoso assente al reflation lovefest: il mercato del Tesoro degli Stati Uniti.

I rendimenti obbligazionari lunghi erano diminuiti nel corso di un mese di rischio.

Potrebbe essere la consapevolezza che il Congresso diviso renderà il governo meno disperduto, ma questo dovrebbe intaccare la narrazione della reflazione.

Alcuni sospettano che possa riflettere l’aspettativa che la Fed aumenti presto l’acquisto di obbligazioni a più lunga data, un passo più vicino al cosiddetto controllo della curva dei rendimenti.

Una tale mossa potrebbe essere un catalizzatore per aumentare i prezzi dei metalli preziosi, in quanto probabilmente porterà a tassi di interesse reali più bassi.

NEI SONDAGGI DI CUI CI FIDIAMO?

È stata un’elezione controversa che ha contrapposto vari interessi dell’establishment a un presidente in carica.

L’incumbent, bollato come radicale dai suoi oppositori per le sue politiche audaci ed espansive, era un attivista efficace che attirava folle grandi ed entusiaste, specialmente tra agricoltori e lavoratori.

Il suo sfidante, un politico centrista che preferiva mantenere un basso profilo e raramente viaggiava, scelse di fare affidamento sui surrogati tra gli interessi moneyed e i media per far uscire i suoi messaggi.

A un grande comizio il 31 ottobreSan, tre giorni prima del 3 novembreRd Election Day, il presidente ha dovuto aspettare 15 minuti ché i suoi rauchi sostenitori si calmino prima di iniziare il suo discorso infuocato.

Affermò con aria di sfida: “Mai prima d’ora in tutta la nostra storia queste forze sono state così unite contro un candidato come lo sono oggi. Sono unanimi nel loro odio per me – e accolgo con favore il loro odio“.

All’inizio di quel giorno, nel 1936, l’FDR aveva ricevuto alcuni dati di sondaggi scoraggianti. 

Il Literary Digest, una delle pubblicazioni più rispettate del paese, pubblicò il risultato dei più ampi sondaggi mai condotti dal 1936.

Il settimanale, fondato nel 1890, fu il pioniere delle elezioni presidenziali nel 1916 e aveva correttamente predetto l’esito di ogni gara fino al 1932.

Nell’agosto 1936, assunse l’ambizioso compito di spedire questionari a dieci milioni di potenziali elettori scelti dalla sua base di abbonati, liste di registrazione automobilistica, elenchi telefonici e liste di appartenenza al club.

Furono restituite circa 2,3 milioni di cartoline e indicarono che il candidato repubblicano Alf Landon avrebbe vinto le elezioni presidenziali con il 57% dei voti popolari e un collegio elettorale di 370 a 161.

Tuttavia, questa previsione è stata contraddetta dall’American Institute of Public Opinion, una start-up di un anno fondata da un dirigente pubblicitario di nome George Gallup.

Gallup scrisse nella sua rubrica di giornale che il suo sondaggio su circa 50.000 persone indicava che Roosevelt avrebbe portato il 56% dei voti popolari.

Tre giorni dopo, la FDR vinse una frana: il 60,8% dei voti popolari e 523 a 8 nel Collegio Elettorale, i maggiori margini di vittoria dalle elezioni in gran parte incontestate del presidente James Monroe nel 1820.

Con il senno di poi, Wilfred John Funk, caporedattore di The Literary Digest, si rese conto di aver commesso un enorme errore di campionamento votando elettori per lo più più ricchi – quelli che potevano permettersi auto, telefoni e abbonamenti ai club durante la Grande Depressione.

Fu un colpo alla credibilità della rivista e portò alla sua chiusura nel 1938.

L’appello presciente di George Gallup alle elezioni del 1936 rese il Gallup Poll il gold standard del settore.

Continuò a perfezionare i suoi metodi elettorali e la sua azienda si espanse rapidamente in patria e all’estero.

George Gallup è persino giunto alla copertina del numero del 3 maggio 1948 di TIME Magazine, che lo ha soprannominato “la Babe Ruth della professione elettorale”.

L’articolo cantava che, dalle elezioni del 1936, il margine medio di errore di Gallup in 196 elezioni era entro il 4%.

L’incoronato di TIME di Gallup si è rivelato inoppiato. Esattamente sei mesi dopo, il presidente Truman sconvolse il mondo con la sua vittoria da dietro su Thomas E. Dewey. Truman vinse il voto popolare dal 49,6% al 45,1%, un’inversione della previsione di Gallup che Dewey avrebbe vinto dal 50% al 44%.

L’ironia della situazione è stata giustamente riassunta in un articolo intitolato “Il grande fiasco” nel numero di MAGGIO del 15 novembre 1948: “Dalla tomba del Digest letterario, la cui schiena è stata rotta dal suo voto di paglia del 1936, è arrivata una risata di cavallo sepolcrale la scorsa settimana.”

L’ERA DELLA SFIDUCIA

84 anni dopo il disastro elettorale di Truman-Dewey, l’industria è stata nuovamente umiliata anche se i sondaggisti sapevano di doversi modificare le loro metodologie per rendere conto dei cosiddetti timidi elettori di Trump.

Ricordi le previsioni di uno tsunami blu o del vantaggio di Biden di 17 punti in Wisconsin?

I democratici finirono per perdere almeno 8 seggi alla Camera, e Biden riuscì a spremere solo uno 0,7% di vantaggio nello Stato di Badger.

I sondaggi avevano anche previsto una corsa al Senato per collo e collo in South Carolina e una sconfitta quasi certa per Susan Collins nel Maine.

Lindsey Graham ha sconfitto Jamie Harrison con 10 punti e Collins ha sconfitto Sara Gideon di 9 punti.

In un’epoca in cui gli esperti sono spesso visti con sospetto e persino disprezzo, questi sondaggi selvaggiamente imprecisi hanno solo approfondito la sfiducia di molte persone nei confronti dell’establishment.

I cinici sostenevano che i sondaggi fuorvianti avrebbero potuto essere usati per influenzare la raccolta di fondi e l’affluenza alle urne.

Hanno sottolineato che Harrison probabilmente non sarebbe diventato il primo candidato al Senato a raccogliere più di $ 100 milioni se non per i dati errati dei sondaggi che sopravvalutavano le sue possibilità di vincere.

Allo stesso modo, Gideon è stato in grado di capitalizzare i promettenti numeri dei sondaggi per far uscire Collins da $ 68,6 milioni a $ 26,5 milioni.

Mentre i sondaggisti sono stati chiaramente i grandi perdenti in questo ciclo elettorale, una vittima ancora più grande, purtroppo, potrebbe essere il sistema elettorale americano. Sembra che la fiducia di molti americani nell’integrità delle nostre elezioni dipenda dal fatto che la loro parte vinca.

Per quello che vale, i sondaggi hanno indicato che il 91% dei democratici ha visto le elezioni presidenziali libere ed eque nel 2020, ma solo il 43% di loro aveva una visione simile nel 2016 dopo la perdita di Hillary Clinton.

Un altro sondaggio ha mostrato che il 79% degli elettori di Trump ritiene che le elezioni del 2020 gli siano state rubate.

I media mainstream incolpano l’inclinazione di Trump per le teorie cospirative e il suo rifiuto di concedere l’elezione per questo clima di sfiducia.

Tuttavia, invece di sfatare proattivamente la sostanza delle accuse sollevate da Rudy Giuliani, l’avvocato del presidente, gli esperti liberali hanno cercato di screditarlo come figura comica con tintura per capelli che si scioglieva. Nel frattempo, Big Tech è stata impegnata a censurare le affermazioni di frode elettorale e irregolarità del sistema di voto. Queste mosse avrebbero potuto ulteriormente cementare la convinzione tra parti della base di Trump che l’establishment abbia minato il presidente per quattro anni. Hanno fatto un passo indietro facendo circolare anomalie statistiche nei dati di voto a sostegno dei meme delle frodi elettorali. Ironicamente, lo zelo di Big Tech di imbavagliare alcune di queste voci ha spinto i conservatori ad affollare la loro nuova camera di eco, l’app di social media senza censura Parler, dove le opinioni cospiratorie possono essere condivise senza alcuna spinta indietro dalla parte opposta.

Lo sfortunato divario nella percezione tra destra e sinistra potrebbe essere alimentato in parte dall’apparente assenza di un onesto broker, un ruolo che un tempo era svolto dalla stampa indipendente. Al paese manca anche un carismatico che possa unirci nelle parole e nei fatti – possiamo nominare un politico nazionale rispettato sia dalla sinistra che dalla destra?

L’INSONDABILE

Il consenso prevalente sul mercato è che Trump è ora un’anatra zoppa e che il presidente eletto Biden ripristinerà presto la fiducia nel governo e nella leadership globale americana. Tuttavia, temo che ci vuole molto tempo prima che una nazione divisa sia guarita.

Supponendo che il GOP riesca a mantenere il controllo del Senato vincendo almeno una delle due gare di ballottaggio in Georgia, è probabile che dovremo affrontare due anni di paralisi e blocco nelle elezioni di medio termine del 2022. Non ci sarà un periodo di luna di miele per il Presidente Biden, che sarà intrappolato tra l’ala progressista del suo partito in cerca di payoff e un’opposizione gop a pugno stretto. Si batterà contro il leader della maggioranza al Senato McConnell per le dimensioni del disegno di legge sugli stimoli urgentemente necessario fin dall’inizio. Trump farà il kingmaker di Mar-a-Lago e farà leva sulla sua base leale e arrabbiata per fare pressione sui repubblicani del Congresso. Sulla scena globale, Biden sarà probabilmente testato dai soliti sospetti come Iran, Cina e Russia, e i repubblicani probabilmente inquadrano qualsiasi concessione che Biden farà come segno di svendita del nostro paese. Il Senato può anche spingere audizioni e indagini su presunte frodi elettorali, nonché sui precedenti rapporti commerciali di Hunter Biden. Mentre i mercati finanziari di solito preferiscono lo stallo politico, potrebbe rivelarsi non così costruttivo durante i periodi di crisi.

Le iniziative politiche sarebbero molto diverse se i democratici riusciranno a ottenere due vittorie sconvolte nelle gare di ballottaggio in Georgia per ottenere il controllo del Senato. Questo è visto come un evento a basse quote, ma il mercato delle scommesse gli dà ancora una probabilità di circa il 25%. Molto dipenderà dall’affluenza alle urne, soprattutto tra molti sostenitori diSincantati di Trump. Un tardivo spazzamento democratico probabilmente si tradurrà in un grande programma di stimolo fiscale all’inizio del 2021, solo per essere seguito dal dolore di tasse più elevate e una regolamentazione più onerosa. I progressisti cercheranno anche di ottenere il più possibile risultati prima delle elezioni di medio termine, che storicamente sono state dure per il partito politico del presidente in carica.

Infine, non svalutiamo frettolosamente il presidente Trump, che continuerà ad esercitare molta influenza sul partito repubblicano. Mentre i mercati hanno già respinto i suoi sforzi per contestare le elezioni, il mercato delle scommesse Predictit gli dà ancora il 10% di possibilità di vincere. Il presidente ha perso Arizona, Georgia e Wisconsin con margini ristretti rispettivamente dello 0,3%, dello 0,2% e dello 0,7%. Il suo team sta cercando di ribaltare questi risultati con audit per squalificare le discutibili votazioni per corrispondenza. Ci sono anche cause pendenti in più stati con l’obiettivo di far annullare i voti popolari alle legislature statali. Mentre gli esperti continuavano a citare l’alto numero di perdite subite dal team legale di Trump, deve solo vincere alcune decisioni allo SCOTUS per prevalere. Tuttavia, il tempo sta rapidamente per ssaurirsi per le manovre legali di Trump. Le due date chiave da guardare sono l’8 dicembreTh, quando gli Stati sono tenuti a risolvere eventuali controversie e hanno certificato le elezioni, e il 14 dicembreTh, quando gli elettori statali votano il collegio elettorale. Se Trump riuscirà a impedire a Biden di raggiungere i 270 voti richiesti, ci sarà un’elezione contingente al Congresso, dove la delegazione di ogni Stato voteràin blocco – o un voto per stato. Trump probabilmente vincerebbe quella competizione con il GOP che controlla più stati dei democratici. Se questa sequenza di eventi improbabili dovesse svolgersi a favore di Trump, probabilmente ci saranno proteste, rivolte e quattro anni di politica ancora più estrema. È un risultato improbabile e insondabile per molti. Tuttavia, dopo aver vissuto un anno di pandemia globale, blocchi senza precedenti e elezioni bizzarre, l’improbabile potrebbe essere più comune di quanto pensiamo.

IL GRANDE RESET

Nonostante il difficile inverno che ci attende con l’aumento dei casi di COVID-19, i ricoveri ospedalieri e i decessi, la fiducia del mercato nella ripresa post-pandemia è stata stimolata da sviluppi migliori del previsto sul fronte dei vaccini. Tuttavia, con la disoccupazione che rimane elevata e molte piccole imprese che pullulano sull’orlo del fallimento, il ritmo effettivo della ripresa non sarà una linea retta; molto dipenderà dalle politiche governative in materia di vaccinazione e assistenza economica.

Sul fronte della vaccinazione, gli esperti devono ancora concordare quale percentuale di una popolazione deve essere vaccinata per creare l’immunità di gregge contro covid-19. Diversi paesi stanno discutendo se la vaccinazione covid-19 debba essere resa obbligatoria, e alcuni stanno rimuginando sull’uso di Carte Jaune (Cartellino Giallo), un certificato internazionale di vaccinazione rilasciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come prova della vaccinazione per i viaggi internazionali. Nel tempo, la maggior parte di noi si vaccina, ma non essere sorpreso da un lento assorbimento. Molti si preoccupano ancora dei potenziali effetti collaterali del vaccino e preferirebbero aspettare e vedere come vanno gli altri. Alcuni degli anti-mascheratori di oggi diventeranno probabilmente anche gli anti-vaxxer di domani per seminare semi di confusione e resistenza. Queste sono potenziali questioni di cui gli investitori che hanno recentemente offerto azioni di viaggio e ospitalità devono essere consapevoli.

Per quanto riguarda lo sforzo di ricostruzione post-pandemia, i progressisti, guidati dalle cosiddette élite di Davos (della fama del World Economic Forum), stanno sostenendo un urgente “Grande Reset” del capitalismo per garantire uguaglianza e sostenibilità. Chiedono anche di sfruttare la quarta rivoluzione industriale (cioè big tech) per affrontare le sfide sanitarie e sociali. La loro visione per il futuro potrebbe essere ricavata da un articolo del 2016 scritto da un giovane politico danese dal titolo “Benvenuti nel 2030. Non possiedo nulla, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore. Questo titolo è stato così controverso che il suo post sul sito web del World Economic Forum è stato cambiato in un blando “Ecco come potrebbe cambiare la vita nella mia città entro il 2030”.

Il ritmo del Grande Reset dipenderà in parte dall’esito finale delle elezioni americane in quanto determinerà se la dottrina “America First” di Trump sarà relegata nella pattumiera della storia. Tuttavia, alcuni reset saranno inevitabili poiché covid-19 ha esacerbato alcune questioni di lunga data come la dipendenza dal debito mondiale e il crescente divario tra i poveri e i poveri. Vi saranno elevati livelli di fallimento e di ristrutturazione del debito. I governi possono aumentare ulteriormente la loro leva per salvare l’economia e placare gli elettori che richiedono contratti sociali più generosi. Riccardo Fraccaro, segretario del Consiglio dei ministri italiano e stretto aiutante del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha persino lanciato un pallone di prova sulla ristrutturazione del debito sovrano suggerendo che la Banca centrale europea consideri di “cancellare i titoli sovrani acquistati durante la pandemia o di prolungarne perennemente la scadenza”. Le aziende dovranno anche rispondere a cambiamenti comportamentali duraturi causati dalla pandemia. In sintesi, non si può tornare al mondo pre-COVID-19 e i mercati dovranno adattarsi.

C’è, tuttavia, un’istituzione che non premere presto il pulsante di reset: la Federal Reserve. Probabilmente continuerà le sue politiche monetarie allentate e potrebbe persino cercare una scusa – qualsiasi turbolenza politica o economica – per aumentare le dimensioni del QE dati gli alti livelli record di debito statunitense verso il PIL e i deficit fiscali ancora gonfiati. Gli investitori continueranno a vedere la dovishness della Fed come una potenziale copertura di sicurezza, e il ruolo della Fed come fattore abilitante dell’azzardo morale potrebbe persistere fino a quando un’inflazione finanziariamente più elevata alla fine non farà un ritorno.

Infine, mentre ci avviciniamo alla fine di questo anno turbolento, permettetemi di augurarvi una stagione delle vacanze sicura e sana. Ci possono essere momenti di oscurità e disperazione nell’inverno a venire, ma una stagione di luce e rinascita non è molto indietro. Covid-19 ha messo in luce questioni a cui di solito non pensiamo molto: la fragilità della vita, le vulnerabilità in una società civile e la disuguaglianza tra le persone. È doloroso apprendere che, durante il mese di ottobre 2020, il Giappone ha avuto più persone che hanno morire di suicidio, che sono 11enni del 40% rispetto a un anno fa, rispetto ai decessi cumulativi da inizio anno per COVID-19. Sono grato di poter lavorare comodamente e in sicurezza di casa durante la pandemia, il che mi rende più empatico nei confronti di coloro che affrontano rischi per la salute sul lavoro e degli sfortunati che hanno perso il lavoro. Speriamo che gli americani possano mettere da parte le differenze di parte nella ricostruzione di un mondo migliore post-pandemia. C’è di più che ci unisce che ci divide.

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robert kennedy jr

Robert Kennedy jr a berlino sottotitolato si scatena sul vaccino, la dittatura sanitaria ed altro imperdibile!

Testo tradotto di un articolo di una notevole importanza:

A giugno, le élite di importanti istituzioni internazionali come il World Economic Forum e le Nazioni Unite hanno lanciato una campagna di vasta portata per “resettare” l’economia globale.

Il piano prevede l’aumento drammatico del potere del governo attraverso nuovi programmi sociali espansivi come il Green New Deal e l’utilizzo di vasti schemi normativi e programmi governativi per costringere le società a sostenere le cause di sinistra.

Le due giustificazioni per la proposta, che è stata giustamente chiamata dai suoi sostenitori il “Grande Reset”, sono:
la pandemia COVID-19 (la giustificazione a breve termine)
e la cosiddetta “crisi climatica” causata dal riscaldamento globale (la giustificazione a lungo termine).

Secondo i sostenitori del Great Reset, il piano trasformerebbe radicalmente gran parte della società.
Come ha scritto il capo del World Economic Forum (WEF) Klaus Schwab a giugno,

“il mondo deve agire congiuntamente e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti delle nostre società ed economie, dall’istruzione ai contratti sociali e alle condizioni di lavoro.

Ogni paese, dagli Stati Uniti alla Cina, deve partecipare e ogni settore, dal petrolio e gas alla tecnologia, deve essere trasformato.

In breve, abbiamo bisogno di un “grande ripristino” del capitalismo “.

A livello internazionale, il Great Reset è già stato sostenuto da influenti leader, attivisti, accademici e istituzioni.

Oltre al World Economic Forum e alle Nazioni Unite, il movimento Great Reset annovera tra i suoi il Fondo Monetario Internazionale, capi di Stato, Greenpeace e amministratori delegati e presidenti di grandi società e istituzioni finanziarie come Microsoft e MasterCard.

Ma in America, la maggior parte dei politici – incluso il presidente eletto Joe Biden – sono stati relativamente tranquilli riguardo al Great Reset, lasciando molti a speculare su cosa farebbe un’amministrazione Biden per sostenere o opporsi a questo piano radicale.

Ci sono state alcune prove che suggeriscono che Biden e alcuni dei suoi più grandi alleati abbiano sostenuto il Grande Reset e avrebbero tentato di imporlo negli Stati Uniti.
Ma Biden e il suo team non hanno mai dichiarato esplicitamente che l’America sarebbe stata coinvolta, almeno fino ad ora.

In una tavola rotonda sul Great Reset ospitata dal World Economic Forum a metà novembre, l’ex Segretario di Stato John Kerry – aspirante inviato presidenziale speciale di Biden per il clima – ha dichiarato con fermezza che l’amministrazione Biden sosterrà il Great Reset e che il

il grande ripristino “avverrà con maggiore velocità e intensità di quanto molte persone potrebbero immaginare”.

Quando è stato chiesto al presentatore del panel Borge Brende se il Forum economico mondiale e altri sostenitori del Great Reset si “attendano troppo e presto dal nuovo presidente, o se avesse intenzione di parlare già dal primo giorno di questi argomenti?”, Kerry ha risposto,

” La risposta alla tua domanda è no, non ti aspetti troppo “.

“E sì, [il grande ripristino] accadrà”, ha continuato Kerry. “E penso che accadrà con maggiore velocità e intensità di quanto molte persone potrebbero immaginare. In effetti, i cittadini degli Stati Uniti hanno appena fatto un grande ripristino. Abbiamo eseguito un ottimo ripristino. Ed è stato un livello record di votazioni “.

Kerry in seguito ha sostenuto che il Grande Reset è necessario per rallentare la “crisi climatica” e che “So che Joe Biden crede … non è sufficiente solo ricongiungersi a Parigi [gli accordi di Parigi sul clima] per gli Stati Uniti. Non è sufficiente per noi fare il minimo di ciò che richiede Parigi “.

Kerry ha anche affermato che a causa del movimento Great Reset, crede “siamo all’alba di un periodo estremamente eccitante” e che “la più grande opportunità che abbiamo” per affrontare i problemi sociali ed economici è “affrontare la crisi climatica”.

importante è il fatto che il ruolo di Kerry in un’amministrazione Biden comporterebbe il lavoro con le stesse istituzioni internazionali che hanno già espresso il loro sostegno al Great Reset sui cambiamenti climatici.

Questa non è la prima volta che Kerry ha sostenuto il Great Reset.

In un evento virtuale del World Economic Forum di giugno, Kerry ha affermato che

la pandemia di coronavirus è stata “un grande momento” che ha aperto la porta al Great Reset e che

“Il World Economic Forum – la capacità dell’amministratore delegato del Forum – dovrà davvero svolgere un ruolo centrale e di primo piano nel perfezionare il Great Reset per affrontare il cambiamento climatico e l’ineguaglianza, tutto ciò che viene messo a nudo come conseguenza del COVID-19 “.

Le prove sono ora chiarissime sulla connessione di Biden al Grande Reset.

Lui, John Kerry e il resto dell’amministrazione Biden stanno progettando di portare il Grande Reset negli Stati Uniti.

E se avranno successo, il paese non sarà più lo stesso.


Justin Haskins è il direttore editoriale dell’Heartland Institute.

The great reset

L’Azzeramento è in atto ed è al servizio di un globalismo nazista travestito con i soliti buoni propositi, Ecologia, equità sociale, sostenibilità in realtà proprio gli attori nella scena sono protagonisti che hanno sempre pensato a se stessi arricchendosi vergognosamente!

Nello scorso secolo Colonialismo, Comunismo e Nazismo commisero abominio e genocidio, i pericoli del globalismo sono i medesimi!

World Economic Forum, Gruppo Bilderberg, Mckinsey, OMS, Banca Mondiale, Big Farma, Bill & Melinda Gates Foundation, Johns Hopkins Center for Health Security, etc etc.

Molti libri ne parlano, informatevi perchè stanno programmando la Vita di tutti per il vantaggio esclusivo di pochi:

Lettera del Monsignor Viganò a Donalt Trump sui pericoli del Grande Reset

Signor Presidente,
stiamo assistendo in questi mesi al formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre.

I figli della luce costituiscono la parte più cospicua dell’umanità, mentre i figli delle tenebre rappresentano una minoranza assoluta; eppure i primi sono oggetto di una sorta di discriminazione che li pone in una situazione di inferiorità morale rispetto ai loro avversari, che ricoprono spesso posti strategici nello Stato, nella politica, nell’economia e anche nei media.

Per un fenomeno apparentemente inspiegabile, i buoni sono ostaggio dei malvagi e di quanti prestano loro aiuto per interesse o per pavidità

Questi due schieramenti, in quanto biblici, ripropongono la separazione netta tra la stirpe della Donna e quella del Serpente.

Da una parte vi sono quanti, pur con mille difetti e debolezze, sono animati dal desiderio di compiere il bene, essere onesti, costituire una famiglia, impegnarsi nel lavoro, dare prosperità alla Patria, soccorrere i bisognosi e meritare, nell’obbedienza alla Legge di Dio, il Regno dei Cieli.

Dall’altra si trovano coloro che servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro: per costoro l’illusione fallace di un benessere temporale rivelerà – se non si ravvedono – la tremenda sorte che li aspetta, lontano da Dio, nella dannazione eterna.

Nella società, Signor Presidente, convivono queste due realtà contrapposte, eterne nemiche come eternamente nemici sono Dio e Satana.

E pare che i figli delle tenebre – che identifichiamo facilmente con quel deep state al quale Ella saggiamente si oppone e che ferocemente le muove guerra anche in questi giorni – abbiano voluto scoprire le proprie carte, per così dire, mostrando ormai i propri piani.

Erano così certi di aver già tutto sotto controllo, da aver messo da parte quella circospezione che fino a oggi aveva almeno in parte celato i loro veri intenti.

Le indagini già in corso sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico.

Scopriremo probabilmente che anche in questa colossale operazione di ingegneria sociale vi sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni.

Scopriremo anche che i moti di questi giorni sono stati provocati da quanti, vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione.

La stessa cosa sta avvenendo anche in Europa, in perfetta sincronia.

È di tutta evidenza che il ricorso alle proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime presidenziali, una persona che incarni gli scopi del deep state e che di esso sia espressione fedele e convinta.

Non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà: Solve et coagula, insegna l’adagio massonico.

Anche se può apparire sconcertante, gli schieramenti cui ho accennato si trovano anche in ambito religioso.

Vi sono Pastori fedeli che pascono il gregge di Cristo, ma anche mercenari infedeli che cercano di disperdere il gregge e dare le pecore in pasto a lupi rapaci.

E non stupisce che questi mercenari siano alleati dei figli delle tenebre e odino i figli della luce: come vi è un deep state, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio.

Così, il Nemico invisibile, che i buoni governanti combattono nella cosa pubblica, viene combattuto dai buoni pastori nell’ambito ecclesiastico. Una battaglia spirituale della quale ho parlato anche in un mio recente Appello lanciato lo scorso 8 maggio.

Per la prima volta gli Stati Uniti hanno in Lei un Presidente che difende coraggiosamente il diritto alla vita, che non si vergogna di denunciare le persecuzioni dei Cristiani nel mondo, che parla di Gesù Cristo e del diritto dei cittadini alla libertà di culto.

La Sua partecipazione alla Marcia per la Vita, e più recentemente la proclamazione del mese di aprile quale National Child Abuse Prevention Month sono gesti che confermano in quale schieramento Ella voglia combattere.

E mi permetto di credere che entrambi ci troviamo compagni di battaglia, pur con armi differenti.

Per questo motivo ritengo che l’attacco di cui Ella è stato oggetto dopo la visita al Santuario nazionale San Giovanni Paolo II faccia parte della narrazione mediatica orchestrata non per combattere il razzismo e per portare ordine sociale, ma per esasperare gli animi; non per dare giustizia, ma per legittimare la violenza e il crimine; non per servire la verità, ma per favorire una fazione politica.

Ed è sconcertante che vi siano vescovi – come quelli che ho recentemente denunciato – che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto.

Essi sono asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale che sempre più spesso invocano in nome di una fratellanza universale che non ha nulla di cristiano, ma che evoca altresì gli ideali massonici di chi vorrebbe dominare il mondo scacciando Dio dai tribunali, dalle scuole, dalle famiglie e forse anche dalle chiese.

Il popolo americano è maturo e ha ormai compreso quanto i media mainstream non vogliano diffondere la verità, ma tacerla e distorcerla, diffondendo la menzogna utile agli scopi dei loro padroni.

È però importante che i buoni – che sono in maggioranza – si sveglino dal torpore e non accettino di esser ingannati da una minoranza di disonesti con fini inconfessabili.

È necessario che i buoni, i figli della luce, si riuniscano e levino la voce.

Quale modo più efficace di farlo, pregando il Signore di proteggere Lei, Signor Presidente, gli Stati Uniti e l’umanità intera da questo immane attacco del Nemico?

Dinanzi alla forza della preghiera cadranno gli inganni dei figli delle tenebre, saranno svelate le loro trame, si mostrerà il loro tradimento, finirà nel nulla quel potere che spaventa fintanto che non lo si porta alla luce e si dimostra per quello che è: un inganno infernale.

Signor Presidente, la mia preghiera è costantemente rivolta all’amata Nazione americana presso la quale ho avuto il privilegio e l’onore di essere stato inviato da Papa Benedetto XVI come Nunzio apostolico.

In quest’ora drammatica e decisiva per l’intera umanità, Ella è nella mia preghiera, e con Lei anche quanti La affiancano nel governo degli Stati Uniti.

Confido che il popolo americano si unisca a me e a Lei nella preghiera a Dio onnipotente.

Uniti contro il Nemico invisibile dell’intera umanità, benedico Lei e la First Lady, l’amata Nazione americana e tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo Titolare di Ulpiana

già Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America

L’Inkiesta.it Carlo Maria Viganò