L’anno del Drago

Il Drago è un Animale mitologico!

Si dice di Lui fosse un possente risolutore di battaglie!

Noto il suo volteggiare attorno agli scenari di un conflitto e per la capacità di colpire con il lancio di fiamme!

Ebbene nelle agire di Draghi oltre la narrazione mitologica, possiamo riscontrare la medesima capacità di produrre infuocate rovine!

È stato varato un dispositivo nel quale si da giusto seguito ad una direttiva comunitaria!

Orientamento UE teso ad un maggior Garantismo equanime a tutela d’indagati, condannati ma presunti innocenti fino a sentenza definitiva!

Il decreto recepisce la direttiva europea 343 del 2016 sul “rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza“.

Cosa esprime la traduzione italiana di una generica direttiva europea peraltro recepita con risibile ritardo vediamolo:

“Il procuratore della Repubblica mantiene personalmente i rapporti con gli organi di informazione esclusivamente tramite comunicati ufficiali oppure, nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti, tramite conferenze stampa“.

—-ancora:

“la diffusione di informazioni sui procedimenti penali è consentita solo quando è strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini o ricorrono altre rilevanti ragioni di interesse pubblico”

-le comunicazioni alla Stampa dovranno essere fornite:

“in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta a indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata“

-i PM potranno essere liberi di denominare le inchieste con nomi di fantasia tipo Pippo – Pluto – Paperino ma assolutamente il nome dell’indagine non deve ledere la presunzione d’innocenza:

“è fatto divieto di assegnare ai procedimenti pendenti denominazioni lesive della presunzione di innocenza”

-Un esempio a caso:

“Rinascita Scott” è Ok ma “Anti-Ndrangheta” non è OK

Troppo indicativa del reato presunto!

1

Quindi abbiamo nel decreto una prima Mascherina FP2 – posta sulla bocca dei PM titolari d’indagine!

Nelle conferenze solo eventuali perché devono diramare nella forma scritta ed ufficiale il loro pensiero – potranno esprimersi solo con gli occhi (se presenti alla conferenza) perché è abilitato a parlare solo il Procuratore del Tribunale!

2

Mentre una seconda Mascherina FP3 sarà esercitata dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, con obbligo di relazione “almeno annuale” alla Corte di Cassazione!

3

Questa imporrà il terzo livello di bavaglio a scafandro integrale disponendo i provvedimenti disciplinari per quei PM chiacchieroni che sciorinano i misfatti dei presunti innocenti alla Stampa!

Considerazioni:

Ora è interessante vedere come viene scelto di regolare peraltro giustamente un malcostume tutto italiano di mettere alla gogna un indagato rovinandogli comunque la vita!

Non scorderò MAI il caso Tortora!

Un PM può distruggere strumentalmente chiunque – eliminare un personaggio politico solo indagandolo e sarà irrilevante ai fini del danno subito l’eventuale assoluzione dopo 10 anni o più in cassazione!

Questo andava a mio avviso normato e da molto tempo diversamente, istituendo una maggiore responsabilità diretta civile e penale del Magistrato!

Con un provvedimento in tal guisa di fatto abbiamo solo alzato l’asticella è spostato più in alto – il potere di diffamare un presunto innocente!

Il massacro mediatico può verificarsi ancora se in alto vogliono distruggere un soggetto politico semplicemente non potrà più farlo il PM.

Certo loro potranno annuire con la testa o con gli occhi che sono lo specchio dell’anima ma il risultato andrà a discapito della qualità dell’informazione giudiziaria!

Il baratro della macchina del fango si farà ancora più profondo!

I Giornali infatti potranno maggiormente esprime travagliate fantasie!

Il presunto innocente verrà ancor più massacrato ed identificato come colpevole di ogni cosa accaduta negli ultimi anni e in un vasto territorio!

Fino ad oggi … invero la conferenza di un PM (eccezioni escluse) è stata il solo riferimento tecnico moderato, sovente il più aderente ai fatti di quanto possa mai essere il resoconto di un giornalista!

Il Drago è intervenuto in picchiata su l’unico aspetto tutelante la presunta innocenza!

Mi spiego: Domani arrestano Stefano Puzzer!

I giornalisti potranno dire di tutto!

I Procuratori del Tribunale possono distruggerlo politicamente dichiarando quel che credono!

La Stampa anche in presenza di nessuna comunicazione potrà affermare – fantasticando quel che vuole o raccogliere in giro dicerie e vestirle da testimonianze!

Se vengono meno le fonti ufficiali secondo Voi i giornali non escono con la notizia o si limitano a dire che tizio è stato arrestato faremo un articolo tra 10 o 15 anni?

In fondo hanno posto un bavaglio o una Mascherina inutile al fine della tutela del presunto colpevole!

Da oggi in poi un indagato o arrestato potrà aver commesso di tutto e legittimerà tutti a pensare e scrivere cose imprecise!

Questo è il risultato se non addirittura – il FINE – dell’azione draconiana:

SILENZIARE i PM in un momento in cui indagini delicate vertono attorno alle responsabilità del Governo per i 132mila morti causati dalla SARS COV 2 – che potrebbe assumere la rilevanza di una Strage di Stato!

Visto quanto emerge di nuovo in questi giorni sui ritardi nell’istituzione delle zone rosse reclamate presso l’OMS dal governatore della Lombardia!

Gratteri nel video che segue non sembra intimidito e non è uomo che si piega ma dura l’ex dovrà tacere!

Simula stupore nel rispondere accusando la Stampa di essere timida

Stampa finanziata dai privati e dallo Stato per dire e non dire!

Noi cittadini perdendo la voce dei PM perdiamo l’unica fonte attendibile su quanto accade e potrà accadere!

Cosa chiede in realtà l’Europa:

La Direttiva 2016/343
La direttiva (UE) 2016/343, del 9 marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di
innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, intende tutelare

(art. 1):
la presunzione di innocenza di chiunque sia accusato o sospettato di un crimine da parte delle autorità
giudiziarie o di polizia;
il diritto di una persona accusata di presenziare al proprio processo penale.
La direttiva si applica a qualsiasi persona indagata o imputata in un procedimento penale e riguarda
tutte le fasi di quel procedimento, dal momento in cui una persona è sospettata o accusata di aver
commesso un reato alla decisione finale (art. 2).
Alla persona indagata o imputata in un procedimento penale, la direttiva riconosce, anzitutto, la
presunzione di innocenza, finché non ne sia dimostrata la colpevolezza.

In merito (artt. 3-5), gli Stati membri dell’Unione europea dovranno adottare misure per garantire che nelle
dichiarazioni pubbliche, rese da autorità pubbliche, non ci si riferisca alla persona come colpevole e
dovranno altresì garantire che le persone indagate o imputate non siano presentate come colpevoli, in
tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso a misure di coercizione fisica

(a meno che tali misure non siano necessarie per garantire la sicurezza o evitare il pericolo di fuga).

Corollari della presunzione d’innocenza sono i seguenti principi, che gli Stati dovranno garantire:
l’onere della prova della colpevolezza incombe sulla pubblica accusa.

L’art. 6 della direttiva fa salvo l’eventuale obbligo per il PM o il giudice di ricercare le prove sia a carico sia a discarico e il diritto della difesa di produrre proprie prove.

Dall’affermazione del principio deriva l’obbligo per gli Stati di garantire
che in caso di dubbio sulla colpevolezza, l’imputato sia assolto;
L’indagato ha diritto di rimanere in silenzio e di non autoincriminarsi (art. 7)

e tale silenzio non dovrà essere utilizzato contro di lui né in alcun modo valutato ai fini della commissione del reato.

La direttiva consente peraltro agli Stati di prevedere che, in relazione ai reati minori, lo svolgimento del
procedimento, o di alcune sue fasi, possa avvenire per iscritto o senza un interrogatorio dell’indagato o
imputato “purché ciò rispetti il diritto a un equo processo”.

In base all’art. 10 della direttiva, inoltre, se il diritto al silenzio o il diritto di non autoincriminarsi viene violato, gli Stati UE devono garantire che siano rispettati i diritti alla difesa e l’equità del procedimento all’atto di valutare le dichiarazioni rese.
La direttiva riconosce inoltre alla persona indagata o imputata in un procedimento penale, il diritto di
presenziare al proprio processo (art. 8).

Ciò nonostante, il processo può essere celebrato in assenza dell’indagato o imputato, nelle seguenti ipotesi:
la persona è stata informata a tempo debito del processo e delle conseguenze di una mancata
comparizione;
La persona ha conferito mandato a un difensore per rappresentarla in giudizio.

Se non è possibile rispettare le suddette condizioni e il processo penale si tiene lo stesso in assenza
dell’imputato, gli Stati devono garantire alla persona, una volta informata della decisione presa in sua
assenza, mezzi di impugnazione o il diritto a un nuovo processo (art. 9),

che consenta di riesaminare il merito della causa, incluso l’esame di nuove prove, e possa condurre alla riforma della decisione originaria.
Se il principio della presunzione di innocenza e il diritto di presenziare al proprio processo penale sono
violati, gli Stati devono garantire mezzi di ricorso adeguati (art. 10).

Infine, tenuto conto che i principi affermati dalla direttiva sono già patrimonio dei diritti fondamentali
europei, sanciti sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (artt. 47 e 48), sia dalla
Convenzione europea per i diritti dell’uomo (art. 6),

nella direttiva è stata inserita una clausola di non regressione rispetto al consolidamento di tali diritti nell’ambito della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (art. 13).
Il termine di recepimento della direttiva era fissato al 1° aprile 2018.